Alessandra
NON È UNA PIATTAFORMA PER PROFESSIONISTI.
Questa è la seconda volta che cerco di lasciare un commento relativo alla mia esperienza su GoPillar. La prima volta il tentativo non è andato a buon fine perchè, essendo stato il mio un commento principalmente negativo GoPillar ha richiesto verifiche su verifiche e alla fine ha ottenuto quello che voleva, ovvero che un commento negativo non fosse reso pubblico, questo perchè la mia esperienza diretta con la piattaforma risaliva ad un anno e qualche giorno, fuori quindi dal lasso di tempo di un anno come da regolamento in Trustpilot. L'ho trovato ingiusto e ho quindi deciso di partecipare ad un altro concorso affinché mi venisse data la possibilitá di esprimere il mio personale pensiero riguardo la mia esperienza con GoPillar (CoContest). Personalmente non posso ritenere la mia esperienza positiva, ma neanche totalmente negativa. Credo che inizialmente fosse una bella idea, poi, come in molti casi, si inizia a ragionare mettendo al primo posto i soldi e si perde il focus con cui è nato il progetto. Ho partecipato a 4 CoContest in totale e, per onor del vero, non mi sono neanche lontanamente avvicinata al podio nemmeno una volta. Questa tipologia, a mio parere, funziona solo se sei uno studente o laureato alle prime armi, se vuoi avere dei progetti da presentare nel portfolio o se vivi in un paese sottopagato e hai la possibilitá di accedere ad un mercato europeo (attenzione, a sua volta sottopagato, perché i premi per gli elaborati richiesti sono comunque fuori da cioè che puó essere considerato un compenso giusto per un professionista). Aggiungo che ho avuto occasione (piú di un anno fa) di discutere con uno dei soci fondatori e ho avuto modo di capire che loro stessi si vantano di questa cosa e disprezzano il progettista europeo che si lamenta e si rifiuta di lavorare in determinate condizioni. È un rigiro di frittata piuttosto triste. Parlando dell'esperienza con i concorsi, per cominciare spesso il cliente non sa esattamente quello che vuole e di come interpretare gli elaborati grafici che riceve, il progettista non ha la possibilitá di spiegare o chiarire nessun dubbio una volta che si è consegnato il progetto, puó solo pregare che venga letto e compreso. Spesso il cliente aggiunge informazioni o richieste nel corso del tempo dedicato alla progettazione, il che ti obbliga a rivedere quello che hai fatto fino a quel momento. Mi è capitato che un cliente chiedesse un certo stile di arredamento e poi scegliesse un progetto che non avesse molto a che fare. Tutto questo risulta frustrante. Aggiungo che non c'è controllo su ciò che i partecipanti pubblicano. C'è un regolamento che non è totalmente chiaro e alla fine ognuno pubblica ciò che vuole in termini di quantità e tipo di elaborati. Esempio: il cliente chiede 2 tavole di progetto ma un partecipante è assolutamente libero di consegnare 25 tavole differenti e 10 render, e a quanto pare, per chi dovrebbe controllare la corretta partecipazione al contest, va bene cosí. Certo, per un cliente "diseducato" piú elaborati riceve piú gli sembra di aver ben speso i propri soldi. Si cerca la quantitá e non la qualitá. Infine, come se non fosse abbastanza dispendioso di tempo ed energia, hanno anche cominciato a chiedere dei soldi per l'iscrizione che ti permette di accedere ai concorsi piú consistenti. Tradotto, devi lavorare gratis con la bassa possibilità di vincere qualcosa, oltre che per i motivi sopracitati, anche perché i partecipanti sono davvero molti, e in piú devi anche pagare per partecipare. Non lo trovo corretto e ho il diritto di poterlo esprimere liberamente. Nel momento in cui ho cercato un confronto con il personale della piattaforma è iniziata una discussione con un responsabile/fondatore che ha cercato in tutti i modi di farmi capire quanto fossi ingrata, viziata e pretenziosa nelle mie affermazioni. Loro sono convinti di fare un gran bel lavoro e non accettano nessun tipo di critica. Lo sconsiglio vivamente a professionisti del settore. È sicuramente denigrante per la nostra professione, poco professionale e può facilmente risultare una perdita di tempo. Lo consiglio invece a giovani professionisti che hanno voglia di investire qualche euro (29 al mese o 249 annuali), vogliono mettersi in gioco e creare contenuti per il proprio portfolio. È vero che vincendo anche solo un contest quasi sempre si rientra dei soldi investiti per l'iscrizione.
Response from GoPillarApr 16, 2024
Cara Alessandra, fermo restando che non mi risuta tu abbia partecipato ad alcun contest di recente, ti ringrazio per il commento che offre spunti interessanti di contenuto, meno per il titolo che purtroppo tradisce l'approccio ideologico al lavoro che caratterizza molti architetti italiani. Il commento in se dice anche alcune cose vere, putroppo filtrate da un euristica totalmente ideologica, a volte confusa se non addirittura contraddittoria. Per semplicità riassumo per punti: 1 - Vincono solo professionisti adulti e affermati; sono dati non opinioni. Anche nei 4 contest a cui hai partecipato, arrivando sempre tra gli ultimi, hanno vinto professionisti seri, adulti e ampiamente inseriti nel mondo del lavoro. Continuare a denigrarli parlando di sito per studenti, mostra molto della tua euristica ideologica. Su GoPillar lavorano quasi solo professionisti ed infatti, nonostante ti ritenga una professionista esperta, hai sempre perso e non di poco. 2- Qui faccio solo la domanda se no perdiamo tutti tempo... Ma come prima 249 Euro se li potevano permettere in pochi e adesso lo suggerisci agli studenti senza reddito? Ma dai almeno rileggete il testo quando vi urge la necessità ideologica di fare uno sproloquio qualunquista. 3 - Sì, come già detto 1000 volte in GoPillar crediamo alla concorrenza vera, non quella edulcorata, quindi non squalificheremo mai un designer perchè ha scelto di lavorare di più per dare ai nostri clienti progetti più dettagliati. Comprendo che per alcuni sia un concetto incomprensibile e degno di essere punto (ed ecco il motivo di questo post) ma noi crediamo nel coraggio di chi fa dei sacrifici e nella valorialità dei sacrifici, non nel sitema ribassista del incarico ex-ante tanto caldeggiato dal albo italiano (magari con le tariffe orarie minime che è il massimo del anti-concorrenziale). 4 - Comprendo che per un architetto italiano inquadrato in un certo racconto della realtà, sia meglio un concorso pubblico (magari truccato vedi ultime notizie anche online) che la libertà di scelta e di gusto del cliente (che sì da noi non viene educato, concetto orrendo quello del educazione del cliente sempre in linea con la vostra visione autoritaria del mondo); Perdo sicuramente ma almeno lo ha deciso la giuria di esperti (o di amici ma del vincitore). Per noi il contest è un mezzo per far ottenere progetti utili e belli al cliente, non un occasione di apologia della burocrazia. 5 - Perdonami ma anche questo vale la sottolineatura: allora noi eravamo una bella idea ma poi abbiamo seguito i soldi (in che modo poi ce lo spiegherai) e ora siamo un sito non professionale, mentre i professionisti europei hanno il diritto sacrosanto di lavorare solo per soldi (e soldi forti, i nostri sono soldini) senza essere criticati? Anzi hanno il diritto di insultare i colleghi che lavorano per meno soldi o magari per passione, insultandoli perchè partecipano ad un meccanismo che denigra la professione. Capisco che la coerenza nella vostra società sia opzionale, però ci vuole un po' di amor proprio. Potrei andare avanti all'infinito, ma non credo serva a spostare la tua opinione. Ti ringraziamo per averci dato l'oppurtunità di mostrare plasticamente un tipico dibattito tra GoPillar e un architetto italiano molto ideologicizzato, e del perchè un cliente non interessato all'ideologia ma alla qualità dei progetti dovrebbe usare GoPillar, prendere tante soluzioni ed evitare di essere educato :) PS la cosa più vera che hai scritto è questa: "ho cercato un confronto con il personale della piattaforma è iniziata una discussione con un responsabile/fondatore che ha cercato in tutti i modi di farmi capire quanto fossi ingrata, viziata e pretenziosa nelle mie affermazioni." Sì ho cercato in tutti i modi (cioè con dei contenuti) di farti capire, hai detto proprio bene, e sì siamo convinti fare un buon lavoro ed accettiamo le critiche ma quelle intelligenti (o almeno non ideologiche ed infantile e basta).

